Dal 1° novembre 2026, gli acquisti extra UE sotto i 150 euro pagheranno un dazio UE di 3 euro e una tassa di gestione europea di 2 euro, senza soglia di 150 euro. Tra costi postali e Iva, i costi aggiuntivi minimi per una spedizione extra UE si aggirano tra 5 e 6,10 euro. L’Iva è al 22% se i costi vengono addebitati al momento dell’acquisto.
Per un prodotto da 10 euro, un costo aggiuntivo di 5,00 – 6,10 euro incide per il 50 – 61%, quindi il prodotto UE equivalente deve costare oltre 15,00 – 16,10 euro per essere meno conveniente di quello extra UE. Per un prodotto da 20 euro, l’incidenza è del 25 – 31%, e il prodotto UE deve costare oltre 25,00 – 26,10 euro. Per un prodotto da 30 euro, l’incidenza scende al 17 – 20%, e il prodotto UE deve costare oltre 35,00 – 36,10 euro. Per un prodotto da 50 euro, l’incidenza è del 10 – 12%, e il prodotto UE deve costare oltre 55,00 – 56,10 euro. Per un prodotto da 100 euro, l’incidenza è del 5 – 6%, e il prodotto UE deve costare oltre 105,00 – 106,10 euro.
Con più categorie di prodotti nello stesso pacco, si moltiplicano sia il dazio sia la tassa di gestione. La dichiarazione doganale semplificata può considerare come un singolo articolo prodotti che in dichiarazione ordinaria ne varrebbero 3. In pratica, sotto i 20-30 euro, un’alternativa UE leggermente più cara può risultare vantaggiosa, mentre tra 50 e 150 euro i costi aggiuntivi pesano poco, ma la convenienza dipende dal confronto con il prezzo finale dell’alternativa europea. Oltre i 150 euro, il dazio di 3 euro non si applica, ma rimane la tassa di gestione.