Il caro vita spinge gli italiani a rivedere le proprie abitudini di spesa. Secondo quanto riportato da un sondaggio realizzato da Ipsos per Confesercenti, oltre nove italiani su dieci dichiarano di aver ridotto i consumi oppure di aver modificato le proprie scelte d’acquisto a causa dell’aumento dei prezzi. Le limitazioni riguardano soprattutto ristorazione, vacanze, moda, cura della persona e attività ricreative.
La rilevazione, condotta su un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni, indica che nel trimestre in corso la riduzione complessiva dei consumi potrebbe superare 1,4 miliardi di euro. A incidere maggiormente sono le spese considerate non indispensabili, con risparmi previsti dal 53% degli intervistati su pranzi e cene fuori casa e dal 44% sulle consumazioni al bar. Il 41% degli italiani prevede inoltre di ridurre le uscite per vacanze e soggiorni, mentre il 34% limiterà gli acquisti di abbigliamento e calzature.
Tra le principali strategie adottate dai consumatori figurano la ricerca di offerte e sconti, indicata dal 66% degli intervistati, e la riduzione degli sprechi, scelta dal 56%. Il 41% opta per prodotti meno costosi, mentre il 35% acquista meno prodotti o servizi. Il 21% dichiara invece di aver rinunciato ad alcuni acquisti.
Confesercenti sottolinea come questi comportamenti descrivano una revisione diffusa delle abitudini di consumo, fatta di economie quotidiane e acquisti rinviati. Le limitazioni riguardano anche i consumi energetici domestici e la spesa alimentare, con rispettivamente il 29% e il 26% degli intervistati che prevede di ridurre le relative uscite.
L’associazione evidenzia inoltre che la contrazione dei consumi rappresenta risorse che verrebbero a mancare anche alle imprese, con possibili contraccolpi specialmente per le attività di prossimità della ristorazione, del commercio e dell’alloggio.