Secondo quanto riportato da Soldionline, l’inflazione nell’eurozona è salita al 3,8% a settembre 2026, mentre in Italia la stima provvisoria per ottobre indica un’accelerazione al 5,4%. Nello stesso periodo, Eurostat ha pubblicato i dati sui redditi reali pro capite del secondo trimestre, che mostrano una crescita minima nell’area euro, a fronte di consumi che continuano ad aumentare più rapidamente.

Nel dettaglio, il reddito reale pro capite è aumentato dello 0,1% nel secondo trimestre 2026, lo stesso incremento registrato nel primo trimestre dell’anno. I consumi reali pro capite, invece, sono aumentati dello 0,3%, dopo essere rimasti sostanzialmente stabili nel trimestre precedente. Nell’intera Unione Europea, il reddito reale pro capite è cresciuto dello 0,1%, mentre i consumi reali pro capite hanno registrato un aumento dello 0,4%.

Questi dati arrivano in un contesto di prezzi ancora elevati, con Eurostat che evidenzia come l’energia continui a essere uno dei principali fattori trainanti. In Italia, il quadro è ulteriormente segnato da un calo del risparmio: nel secondo trimestre 2026 si è registrato un -1,2%.

Il reddito reale è una misura importante perché tiene conto dell’inflazione. Anche se i redditi nominali sono aumentati, l’aumento dei prezzi ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie. Quando l’inflazione accelera, erode il potere d’acquisto e può spingere le famiglie a usare più reddito per le spese essenziali, lasciando meno spazio per il risparmio e il consumo discrezionale.

Il quadro descritto dall’istituto statistico europeo è quello di entrate che crescono poco, mentre il costo della vita resta un fattore di pressione sui bilanci familiari. Di conseguenza, il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito di 0,2 punti percentuali nel secondo trimestre del 2026.

Fonti: Soldionline, ANSA

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