Secondo quanto riportato da soldionline.it, il patrimonio pensionistico complessivo nell’area dell’Ocse ha raggiunto un nuovo livello record nel 2025. A fine anno, infatti, il valore totale degli attivi pensionistici ha toccato quota 78.000 miliardi di dollari, registrando un aumento dell’11,3% rispetto alla fine del 2024. Questo patrimonio, che rappresenta le risorse accumulate nei sistemi previdenziali, ha raggiunto il 105,6% del prodotto interno lordo dell’area.

I dati emergono dal rapporto Prospettive dell’Ocse sulle Pensioni, diffuso a Parigi. La crescita del patrimonio è stata trainata sia dall’aumento dei contributi versati sia dai rendimenti positivi degli investimenti effettuati dai fondi pensione.

Cos’è il patrimonio pensionistico e perché conta

Quando si parla di “attivi pensionistici” si fa riferimento alle risorse finanziarie accantonate nei fondi pensione e in altri veicoli previdenziali per pagare le prestazioni future. Si tratta quindi dei soldi accumulati dai lavoratori attraverso i contributi obbligatori e volontari, investiti nel tempo per garantire una rendita alla pensione.

La dimensione di questi attivi è importante perché indica la “potenza di fuoco” del risparmio previdenziale: più sono consistenti le risorse accumulate, maggiore è la capacità dei sistemi pensionistici di sostenere le pensioni nel lungo periodo.

Una crescita netta negli ultimi 25 anni

Secondo quanto riportato dall’Ocse, il valore degli attivi pensionistici a fine 2025 è da quattro a cinque volte superiore rispetto a quello registrato all’inizio degli anni 2000. Questo significa che il patrimonio previdenziale è cresciuto molto più velocemente dell’economia complessiva e della popolazione.

Il rapporto spiega che, anche se la popolazione è invecchiata e la crescita economica non è stata sempre forte, il patrimonio pensionistico ha continuato ad aumentare grazie ai contributi versati, all’aumento degli investimenti e ai rendimenti ottenuti sui mercati finanziari.

Il rapporto con l’economia: un patrimonio che vale più del Pil

Un dato significativo è il rapporto tra patrimonio pensionistico e prodotto interno lordo. Nel 2025 il valore degli attivi previdenziali ha raggiunto il 105,6% del Pil dell’area Ocse, in crescita rispetto al 104,5% del 2024.

Questo rapporto mostra quanto il patrimonio previdenziale sia diventato rilevante rispetto all’intera economia: oggi le risorse accumulate nei fondi pensione superano il valore complessivo dei beni e servizi prodotti in un anno.

Un percorso con alti e bassi

La crescita non è stata lineare. L’Ocse sottolinea che il patrimonio previdenziale ha subito due fasi di forte riduzione negli ultimi vent’anni: la prima nel 2008 e la seconda nel 2022. In entrambe le occasioni, però, la crescita è ripresa rapidamente.

Dopo la crisi finanziaria del 2008, gli attivi pensionistici sono tornati a crescere già dall'anno successivo. Una dinamica simile si è verificata anche dopo il 2022, quando il patrimonio ha ripreso ad aumentare.

Un patrimonio concentrato in pochi Paesi

L’Ocse evidenzia che la crescita complessiva nasconde forti differenze tra gli Stati. Gran parte degli attivi pensionistici è infatti concentrata in Nord America (Canada e Stati Uniti), Europa occidentale (Paesi Bassi, Regno Unito e Svizzera), Australia e Giappone.

Per capire meglio la distribuzione, il rapporto riporta il caso degli Stati Uniti: gli attivi totali ammontano a 51.800 miliardi di dollari, di cui solo 2.300 miliardi riferiti al sistema pensionistico pubblico. Ciò significa che quasi i due terzi del patrimonio previdenziale dell’intera area Ocse sono concentrati negli Stati Uniti.

Come sottolinea l’Ocse, “questa crescita complessiva cela differenze marcate tra i vari paesi”.

Fonti