Lo smart working è diventato una parte sempre più normale della nostra vita lavorativa, spesso percepito come un vantaggio sia per i lavoratori sia per le aziende. Tra i benefici più evidenti ci sono il risparmio sui trasporti, i minori costi per i pranzi fuori e una gestione più flessibile del tempo personale. Tuttavia, lavorare da casa comporta anche un aumento dei consumi domestici, in particolare per luce e gas, costi che normalmente sarebbero a carico dell’azienda.

Dopo la pandemia, molte persone hanno scoperto il comfort del lavoro da casa, anche se oggi molte aziende stanno riducendo le giornate di smart working. Per alcuni, però, lavorare da casa rimane un vantaggio importante. L’analisi di Altroconsumo.it, firmata da Luca Cartapatti grazie alle competenze degli esperti Davide Lillo e Paolo Cazzaniga, prende in considerazione proprio questi aspetti, cercando di capire quanto davvero pesa lavorare da casa sulla bolletta. L’articolo fa un confronto tra i costi aggiuntivi per luce e gas e i risparmi ottenuti evitando spese quotidiane come il carburante, i pranzi fuori e il costo della babysitter.

L’obiettivo dell’analisi è offrire uno sguardo equilibrato sui costi e sui benefici dello smart working, mostrando come, nonostante le bollette più alte, per molte persone lavorare da casa rappresenti ancora un vantaggio economico e pratico significativo. Secondo lo studio, il lavoro da casa può aumentare le bollette di elettricità e gas anche di diverse centinaia di euro all’anno. Complessivamente, l’aumento stimato è di circa 460-485 euro all’anno.

Per l’elettricità, il costo dipende dalle dimensioni del nucleo familiare e dai consumi iniziali. Per una famiglia numerosa con consumi già elevati, l’aumento medio annuale stimato è di circa 180 euro. Per il gas, l’aumento stimato annuale è di circa 300 euro. Questa stima è basata sui prezzi medi di mercato dell’energia a inizio novembre 2026 e rappresenta un valore indicativo.

Fonti